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Articoli tratti dal quotidiano La Nazione di lunedì 13 febbraio 2006
"Funziona, ma non so esattamente perchè"
Professor Huang, come agiscono le cellule che lei trapianta nei suoi pazienti?
"Con precisione non lo so, non lo sappiamo neppure noi. Sappiamo con certezza, perché lo vediamo, che dopo l'intervento alcuni malati, non tutti, ricominciano a compiere qualche movimento, riprendono alcune funzioni. E l'esame che prima risultava piatto, l'elettromiografia, mostra segnali di ripresa. Ritengo questa terapia efficace in quanto le cellule impiantate supportano i nervi paralizzati, ma il meccanismo d'azione non mi è ancora chiaro. Finora comunque l'Oec è l'unico tipo di cellule capaci di percorrere il cammino dal sistema nervoso periferico a quello centrale".
Come vi procuratele le cellule?
"Abbiamo contattato, io e i miei collaboratori, alcuni ospedali cinesi: alle donne che abortiscono spontaneamente chiediamo se vogliono donare le cellule olfattive del feto. Se acconsentono, preleviamo le cellule".
Può dire dove inietta l'Oec?
"Dipende. Nella nuca, quando ci sono lesioni cerebrali, o nella spina dorsale".
La comunità scientifica è perplessa nei suoi riguardi. Lei come risponde?
"Che ho aperto una porta, sto provando un metodo per rigenerare le cellule danneggiate. Ma so che dobbiamo tutti studiare ancora molto e lo faremo: il nostro unico obiettivo è aiutare chi soffre. In Occidente si vorrebbe un intervento di controllo accanto a quello con l'impianto delle cellule, per vedere se c'è un effetto-placebo, ma non trovo etico sottoporre al rischio di un'intervento a vuoto il malato. Quindi non faccio operazioni di controllo".
Le frontiere della neurochirurgia
IN CINA PER CONTINUARE A SPERARE
Aumenta il numero dei pazienti che si affida alle cure del professor Huang
Cinquant'anni senza una ruga che li riveli; due mani piccole, con le dita sottili e delicate come quelle di un adolescente; studi in Cina, dov'è nato e opera (in due grandi ospedali pubblici) su pazienti che arrivano da lui da 50 Paesi di tutto il mondo, e in America.
Eccolo, il professor Hongyung Huang, un pioniere che procede solitario in Cina, guardato con rispetto ma anche con diffidenza. Per tante ragioni.
Il professor Huang è il neurochirurgo che, primo e finora unico al mondo (almeno ufficialmente), trapianta su esseri umani, pazienti affetti da gravissime malattie neurodegenerative - alcune delle quali non danno speranza di vita oltre i cinque anni dall'insorgenza - colture di cellule olfattive fetali. Sono le Oec e provengono dalla zona immediatamente sotto la base del naso di feti umani. I feti abortiti spontaneamente da donne che, su richiesta dei medici del gruppo di Huang, hanno messo per iscritto il loro assenso a questa specialissima forma di "donazione" alla scienza.
Sulle cellule olfattive, costituite da un neurone del sistema nervoso centrale e differenziate già in età gestazionale precocissima, esistono moltissimi studi internazionali. Il loro uso in neurologia è noto, ma solo in un particolare ambito: vengono usate per fare diagnosi precoce nei casi di sospetta sindrome della cosiddetta "mucca pazza". Nessuno invece, prima di Huang, le aveva mai inserite nel corpo umano: gli unici esperimenti che vanno nella direzione imboccata dal neurochirurgo cinese sono ancora fermi alle prove su cavie animali.
A Bologna nei giorni scorsi per un convegno organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche sul confronto fra Occidente e Oriente, il neurochirurgo ha portato molte diapositive con le cartelle di alcuni suoi pazienti: non ha mai parlato di "guarigione", ma solo di cura, di terapia, di miglioramenti. Parole che sono suonate come suona la parola "miracolo" per gli ammalati, tutti in carrozzella, che in prima fila assistevano al suo intervento. E lo stesso era per i loro parenti, provati come possono esserlo solo i familiari di persone - tutte giovani - affette da sclerosi multipla o paralisi dovute a gravi e irreversibili traumi alla spina dorsale.
Le documentazioni mostrate dal chirurgo comprendono immagini di pazienti che riprendono, anche se non perfettamente, a parlare, a muovere gli arti, a stare in piedi, dopo anni, anche molti, di immobilità assoluta. E di assoluta, totale impossibilità di usare lingua, mani, gambe, braccia, polmoni. Tanto che alcuni arrivano a Huang dopo essere stati tracheotomizzati (per anni) per sopravvivere.
Se è vero che il flusso degli ammalati verso la Cina e i due ospedali in cui Huang opera (20mila euro a intervento, pagati alla struttura, è il costo della terapia) aumenta ogni giorno, è anche vero però che tutta la medicina occidentale non ha potuto ancora "controllare" con i propri parametri la validità delle tecniche del pioniere. Per questo guarda, si informa e aspetta. In attesa di saperne di più.
"TROPPE INCOGNITE, IN ITALIA NON POTREMMO FARLO"
Il professor Rocco Liguori (dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna) e il dott. Marcello Villanova (ospedale privato "Nigrisoli") hanno ascoltato attentamente la relazione del loro collega cinese neurochirurgo, e sono concordi nel giudicarlo "una persona onesta, un ottimo professionista".
Ciò che Huang può fare però, dice Liguori, "noi non possiamo farlo, qui in Italia. Sia perché la legge ce lo vieta, sia perché abbiamo metodi scientifici, parametri di valutazione, soprattutto sul follow up dei pazienti trattati, che non coincidono con quelli cinesi. Non sappiamo quasi nulla del metodo di Huang, e pochissimo di quanto i risultati che ci mostra negli ammalati trapiantati, si stabilizzi. Certo, lui parte da questo concetto: riesce a migliorare, non sa però per quanto tempo, le condizioni di persone senza speranza, di giovani destinati a vivere come vegetali. Di bambini che nascono paralizzati e che così dovrebbero vivere per sempre. Cioè fino alla morte, che a causa di alcune patologie genetiche arriva dopo pochi anni. Da questo punto di vista, Huang ha ragione a provare, senza più esitare, la sua terapia sulle persone". A sua volta, Villanova, aggiunge: "il professor Huang sta ponendo un problema molto, molto interessante per i ricercatori di tutto il mondo. Ma finché tutti noi che facciamo parte della comunità scientifica, non sapremo bene cosa fa e non capiremo perché mette in moto il meccanismo che in alcuni casi (e non si sa per quanto tempo) si verifica nei suoi operati, non potremo esprimerci".
PRO E CONTRO
1) la lista d'attesa
Per mettersi in lista d'attesa è necessario contattare Steve Byer, che organizza gli appuntamenti col dottor Huang. L'email è bsbyer@mhtc.net o support4als@mhtc.net . Il sito del neurochirurgo è www.nrrfr.com . La lista d'attesa è lunga.
2) la terapia
La "cura" del dottor Huang consiste in un trapianto di cellule nervose olfattive (OEC), prelevate da feti abortiti naturalmente. Le cellule vengono poi fatte moltiplicare in vitro.
Il dottor Huang sostiene di poter migliorare le condizioni di pazienti con gravi malattie o lesioni neurologiche.
3) l'intervento
Huang opera in due ospedali di Pechino. L'intervento, in anestesia locale o generale, consiste nel trapianto ripetuto delle cellule OEC sul paziente.
Viene effettuato con due iniezioni fatte attraverso due fori praticati sui lobi frontali, nella nuca o nella colonna vertebrale.
4) come funziona
Il dottor Huang non ha prodotto studi scientifici o pubblicazioni sulle sue ricerche. In ogni modo trapianta cellule non staminali che non vanno a sostituire le cellule nervose lesionate ma fungono da supporto ai motoneuroni rimasti. Le cellule trapiantate hanno comunque una vita temporanea.
5) i miglioramenti
Il dottor Huang sostiene che quasi tutti coloro che hanno effettuato il trapianto hanno avuto dei miglioramenti.
Si tratta però di miglioramenti temporanei e la loro durata sembra essere legata alle condizioni fisiche in cui viene effettuato trapianto.
6) il costo
L'Intervento non è economico: costa circa € 20.000, che il paziente versa alla struttura sanitaria. In genere viene richiesto una acconto di un terzo alcuni mesi prima del trapianto. In caso di disdetta la cifra viene generalmente rimborsata fino a un mese prima della data stabilita. (Alcuni dati sono tratti da www.laportadellasperanza.it)
7) le perplessità
Metodi scientifici, parametri di valutazione, soprattutto sul follow up dei pazienti trattati, non coincidono con quelli cinesi. Quindi la comunità scientifica internazionale è scettica, anche se i risultati ottenuti dall'équipe diretta dal professor Huang sono guardate con crescente interesse.

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