ASAMSI  
Logo ASAMSI
"C'è un bambino che non può camminare...
...aiutaci a capire perchè"
 
 
Sostienici


Aiuta ASAMSI con il tuo 5 per 1000


clicca qui per informazioni


Cerca amici


Per cercare altri soci ASAMSI

clicca qui per informazioni


Gruppo E-mail


Questa mailing list è un punto d'incontro...

clicca qui per informazioni

Assistenza legale


I nostri soci possono usufruire della consulenza del nostro Avvocato

clicca qui per informazioni


 
 

 

10 ottobre 2007
Amiotrofia spinale: Inizia un trial clinico su 20 pazienti

La Trophos, società biofarmaceutica con sede a Marsiglia e specializzata nelle malattie neurologiche, inizia un trial clinico di fase 1b su 20 pazienti colpiti dall’amiotrofia spinale, una malattia rara neuromuscolare di origine genetica. Il trial, che si svolgerà nelle città di Garches, Marsiglia e Lille, mira a testare la tolleranza così come la velocità di assorbimento e di eliminazione di una nuova molecola (TRO19622), già sperimentata con successo su volontari sani e su pazienti colpiti da sclerosi laterale amiotrofica. Questa molecola innovativa è stata designata farmaco orfano dalla Commissione Europea.
Per questo progetto Trophos riceve da sette anni il sostegno finanziario determinante dell’associazione AFM grazie alle donazioni di Telethon. Ad appena quattro anni dall’identificazione di una molecola candidato,  è iniziato un trial clinico sull’uomo: ciò testimonia ancora una volta il ruolo determinante che può assumere un’associazione di malati sul cammino verso il farmaco.

Questo trial clinico di fase 1b cerca di dimostrare la sicurezza della molecola TRO19622 e di studiarne la farmacocinetica (cioè come questa nuova molecola si comporta nell’organismo: velocità di assorbimento e di eliminazione del farmaco). Coinvolge 20 bambini e giovani adulti di età tra i 6 e i 25 anni colpiti dall’amiotrofia spinale di tipo Ib, II e III, e si svolgerà in tre centri ospedalieri francesi: a Garches (prof. Estournet, Ospedale Raymond Poincaré), a Marsiglia  (prof.Chabrol, Ospedale La Timone) e a Lille (dott. Cuisset, Centro Ospedaliero Regionale Universitario).

La molecola TRO19622 è stata scoperta e sviluppata dalla società Trophos grazie alla sua piattaforma tecnologica. 40.000 molecole sono state testate su cellule neuronali in coltura al fine di identificare i composti suscettibili di trattare efficacemente le malattie del motoneurone. Una volta identificata, la molecola candidata è stata oggetto di test preclinici che ne hanno dimostrato l’azione neuroprotettrice e neurorigenerativa. Nel 2005 numerosi test clinici di fase I sono stati condotti con successo su volontari sani. Nel 2006 è stata sperimentata su pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, un’altra malattia neuromuscolare che colpisce il motoneurone, permettendo così di dimostrare la sua buona tollerabilità e di caratterizzare la sua farmacocinetica.

In caso di successo e in funzione delle autorizzazioni formali necessarie, questa sperimentazione di fase Ib sarà seguita nel 2008 da un trial clinico multicentrico europeo di fase II/III mirante a valutare l’efficacia del farmaco sul miglioramento della funzione motoria dei malati.

Articolo tratto da www.afm-france.org libera traduzione di Underrunner


30 ottobre 2007
TRO19622, una molecola innovativa e un’avventura che mescola partenariato associativo e azionariato privato

Finanziata dall’AFM fino dal 2000, la società Trophos sta per iniziare una sperimentazione di fase Ib per la terapia farmacologia di pazienti affetti da amiotrofia spinale di tipo Ib, II e III. Antoine Beret, Direttore della Trophos, e Thierry Bordet, Capo del progetto, parlano del potenziale di TRO19622, il composto scoperto ed interamente sviluppato dalla società biotecnologica marsigliese e sull’apporto dell’Associazione AFM in questa avventura.

AFM: In cosa consiste la sperimentazione di TRO19622 su pazienti affetti da SMA?
T.B. : Questo studio ha per obiettivo la valutazione della tolleranza e della farmacocinetica di TRO19622 su pazienti con età compresa tra 6 e 25 anni. In un primo tempo tutti assumeranno una dose orale unica. Se tutto va bene 15 giorni dopo il farmaco verrà assunto nella stessa dose quotidianamente per 10 giorni. Tutto si svolgerà presso gli ospedali Raymond Poincaré di Garches, Roger Salengro di Lille e La Timone di Marsiglia.

AFM: Perché avete deciso di fare un trial che non implichi un beneficio diretto per i pazienti?
T.B. : Questa tappa è un passaggio obbligato in quanto TRO19622 è un composto interamente nuovo che abbiamo scoperto e sviluppato specificamente per la sclerosi laterale amiotrofica e l’amiotrofia spinale. Per il momento è stato sperimentato soltanto su adulti volontari sani e su adulti colpiti dalla SLA. In questa occasione la tolleranza e la biodistribuzione si sono dimostrate buone ma nessun bambino, sano o malato, ha assunto il farmaco; dobbiamo assicurarci che tutto vada bene anche per loro. E’ soltanto dopo questi studi che potremo pensare di valutare il suo eventuale beneficio.

AFM: A proposito di beneficio, qual è il potenziale di questa molecola?
T.B. : Abbiamo dimostrato che TRO19622 permette la sopravvivenza dei motoneuroni in coltura e il miglioramento dei sintomi nel modello murino della SLA, prolungando sopravvivenza e funzione motoria. Inoltre questa molecola favorisce la rigenerazione degli assoni (i prolungamenti dei motoneuroni che conducono lo stimolo nervoso ai muscoli). Questo effetto è stato osservato su motoneuroni in coltura ma anche su topi con lesione del nervo sciatico. In questo caso, dopo un trattamento con TRO19622, abbiamo constatato una rigenerazione degli assoni distalmente alla lesione. Questo potenziale è molto interessante per la SMA in quanto numerose ricerche associano questa malattia a problemi a livello degli assoni. Inoltre abbiamo dimostrato che il farmaco prolunga la sopravvivenza nel modello murino per la SMA. Per contro, gli effetti potenziali della molecola sulla funzione motoria non sono significativi a causa dell’eccessiva severità della patologia sul modello murino. E’ per questo che stiamo sviluppando un modello che presenti una sopravvivenza più lunga, adatto per la valutazione dell’efficacia del trattamento.

AFM: In che modo una società privata come Trophos ha potuto sviluppare una molecola per una malattia rara come la SMA?
A.B. : Senza alcun dubbio è grazie alla AFM e al suo sostegno finanziario che è stata possibile la sperimentazione della molecola destinata a questa patologia. E’ proprio questo che fa l’originalità di Trophos. In effetti nel 2000, grazie a Christopher Henderson (co-fondatore di Trophos e attuale co-direttore del Centro Motor Neuron dell’Università di Columbia) abbiamo combinato lo sforzo finanziario dell’associazione AFM per la lotta alla SMA con l’investimento degli azionisti Trophos in un lavoro finalizzato alla SLA. Di fatto questo partenariato originale, associativo e privato, ha permesso di ripartire lo sforzo finanziario e di portare la ricerca sulle malattie orfane fino ai trial clinici.

AFM: Al di là degli aspetti finanziari, vi è un altro interesse nel partenariato associativo?
A.B. : Naturalmente. Per esempio grazie alla sua rete di centri specializzati l’AFM ci ha permesso di conoscere dei ricercatori clinici con i quali elaborare i trial clinici. Più in generale le associazioni sono un aiuto prezioso in Francia ma anche in Europa. In effetti siamo coscienti che quando dovremmo far partire una sperimentazione a più vasto raggio con TRO19622 per la SMA, il reclutamento dei pazienti non sarà sufficiente in Francia e dovremo dunque rivolgerci all’Europa. Di fatto abbiamo già preso contatto con la rete europea Treat-NMD.

AFM: Direste che la partenza di questa sperimentazione rappresenta un successo per Trophos e i suoi partner?
A.B. : E’ innegabile che questo progetto è stato eccezionalmente rapido. Nel 2000 siamo partiti dal niente, non avevamo nemmeno dei laboratori. Oggi, a sette anni di distanza, cominciamo i trial clinici. Nonostante tutto bisogna riconoscere che dobbiamo sempre comunicare il nostro entusiasmo ai nostri azionisti in quanto in materia di scoperta di nuovi farmaci gli investitori contraggono un rischio a lungo termine, diversamente ad altre realtà dove il ritorno sugli investimenti è molto più rapido. D’altra parte penso che se l’AFM non avesse coperto la metà di questo rischio gli investitori non l’avrebbero seguita in questo progetto. In conclusione tutto questo è un successo ma non bisogna dimenticare che ci occorreranno ancora sforzi e tenacia per arrivare al farmaco.

Articolo tratto da www.afm-france.org libera traduzione di Underrunner


 

Notiziario ASAMSI


Scarica l'ultimo numero del nostro giornalino
Download
Su richiesta sono disponibili i numeri arretrati in formato richiedi